Trenta per Luca, legge Reale e omicidio Luca Rossi: iniziative al Dal Verme, il presidio, il corteo, la memoria di un Gelato in Febbraio

Questa storia italiana non è proprio finita, perché in fondo a troppi cuori è ancora aperta la ferita

Luca Rossi 23/03/1986

Luca Rossi 23/03/1986

Cosa è stato Luca

Raccontare chi era Luca è difficile, perché la sua carica vitale non aveva confini e lo portava a vivere con forza, entusiasmo, capacità critica e voglia di capire, moltissime esperienze: la militanza in Democrazia Proletaria (confluita poi in Rifondazione Comunista), l’obiezione di coscienza e il volontariato, la lotta per ottenere spazi culturali per i giovani, la musica punk, l’amore per il Nicaragua e per l’indipendenza dell’Irlanda del Nord, l’impegno nel Collettivo Studentesco della sua scuola, i giorni dell’ autogestione, i viaggi, lo studio…

Lo animava una profonda umanità, un’attenzione continua a ciò che gli accadeva intorno, con incredibile altruismo, forse innaturale per una generazione come la sua cresciuta negli anni di piombo e nell’egoismo sfrenato degli inizi degli anni Ottanta. Era sicuramente un tipo fuori dagli schemi rigidi della politica intesa sia come partito che come azione nel sociale.

Con assoluta continuità tra le due cose si “sparava” diecimila iniziative politiche, trovando poi del tutto naturale prestare parte del suo tempo ai ragazzi portatori di handicap.

Che cosa è stato Luca? Un colore vivo e acceso.

E’ difficile immaginarlo adulto, ma è facile rivederlo nei volti delle migliaia di giovani che hanno riempito le piazze in questi anni gridando contro le guerra con la speranza di un mondo più giusto e solidale.

Il fatto

E’ la sera del 23 Febbraio 1986. Luca ed un amico, giovani militanti e studenti universitari non ancora ventenni, stanno correndo per prendere la filovia in Piazzale Lugano, quartiere Bovisa di Milano. In un altro punto della stessa piazza, alcune persone discutono prima con calma e poi sempre più animatamente e scoppia una rissa. Una delle persone coinvolte è un agente fuori servizio in forza alla Digos. La rissa è un susseguirsi di pestaggi e discussioni e dopo oltre quindici minuti finisce senza che l’agente chiami rinforzi. Due delle persone coinvolte fuggono in auto ed il poliziotto incapace di affrontare la situazione con la ragione e l’autorità richieste, estrae la sua pistola d’ordinanza ed in posizione di tiro, facendo arbitrariamente e illegittimamente uso delle armi, spara ad altezza d’uomo per colpire i fuggitivi. Uno dei proiettili ferisce a morte Luca che si trovava a passare per caso in quel luogo e in quel momento. Ma non è un “caso” che consente al poliziotto di sparare. E’ una legge, la cosiddetta “Legge Reale” che conta al suo attivo negli anni decine e decine di vittime “per sbaglio”. La successiva sentenza definitiva, che chiude il processo voluto dai familiari per ricerca di verità e giustizia e non certo per vendetta, riconosce l’agente colpevole di omicidio colposo aggravato.

Le tappe processuali

1989 – Processo di 1° grado

L’agente viene rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio volontario ma il processo si chiude il 7 Aprile con una sentenza di condanna a 8 mesi per omicidio colposo accidentale.

Manifestazioni di piazza e generale indignazione per la sentenza. Viene promossa una raccolta di firme perchè la Procura Generale impugni la sentenza.

Maggio 1989

La Procura Generale ricorre contro la sentenza.

1990 – Processo d’Appello

Il 27 febbraio il poliziotto viene condannato a 2 anni per omicidio colposo aggravato. Nel 1991 la Cassazione ratifica la condanna.

Qui trovate tute le iniziative 

 

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Abile Labile, il nuovo album dei Guignol

Nei miei personali giudizi di valori, quando una band amica da alla luce un nuovo disco è sempre qualcosa di bello. Quando poi alla realizzazione dello stesso disco c’è pure un mio piccolo contributo, beh allora diventa una festa!

Abile Labile

Abile Labile

Nel mese di febbraio uscirà al pubblico Abile Labile, l’ultimo lavoro dei Guignol, la band capitanata dal leader Pier Adduce con Paolo Libutti al basso, Raffaele Renne alla chitarra elettrica ed Enrico Berton alla batteria.

Il disco esce per Atelier Sonique dell’amico Fabio Bonfante mentre della promozione se ne occupa Macramé Trame Comunicative.

Io ho già avuto modo di ascoltarlo e ve lo raccomando; soprattutto se siete alla ricerca di qualcosa non scontato, banale e così via.

11 tracce che disegnano un quadro a tinte cupe ma traboccanti di umanità; suoni ora crudi ora raffinati si miscelano in atmosfere ricche di suggestioni, dove poco o nulla sembra essere lasciato al caso.

Io me lo metto in macchina e viaggio spedito verso le mie mete, al ritmo di Abile Labile.

Un bel lavoro suonato bene e curato tecnicamente da Giovanni Calella (già al lavoro con Adam Carpet, Georgeanna Kalweit and the Spokes, Alessandro Grazian, nonché già sporadicamente on stage insieme ai Guignol nel tour di Ore piccole).

E mi garba di parecchio (per dirla alla toscana) ascoltare il mio sax che trova un suo spazio naturale nel brano La coscienza di Ivano; una presenza urbana, semplice ma caratterizzante.

Ecco insomma, un bel disco, da ascoltare ovunque; e naturalmente non mancate alle presentazioni che Pier e soci stanno organizzando un po’ lungo tutto lo stivale.

Per gli amici milanesi poi c’è una data che mi sento di spingere su tutte: il 15 aprile allo Spazio Ligera, ci sarà una seratona dove i Guignol saranno affiancati dalla Giubbonsky Band, che continua il suo lungo Vera la prima on the road

Insomma patti chiari e amicizia lunga: comprate il disco e venite in Ligera il 15 Aprile; lì ci trovate anche il mio di disco, chiaro??

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Cabaret Schengen un cantiere aperto; Né Grande Né Guerra la prima produzione

Per noi animali musicali, anime in eterno moto creativo, l’attività (che per i più non viene manco considerata al pari di un lavoro vero n.d.r.) non finisce mai, o meglio non è soggetta a letarghi, soste, ferie…

Chi fa questo mestiere ha sempre qualcosa da dire, non necessariamente di nuovo, ma di personale sì, sul mondo in cui ci è capitato di vivere; il percorso di un musicista fa i suoi passi, uno dietro l’altro, a volte a tutta velocità altre volte rallentando a più non posso; comunque sono passi importanti.

Espace Popoulaire di Aosta

L’articolo apparso su La Stampa, relativo alla performance all’Espace Popoulaire di Aosta

Così, la comunanza di ideali e intenti, mi ha fatto incontrare lungo il cammino il caro e stimato amico Pier Adduce, leader dei Guignol; sensibilità e urgenze simili ci hanno portato a dar vita al cantiere artistico sempre aperto alle idee e alle novità che ha preso il nome di Cabaret Schengen.

L’urgenza primaria è stata quella di fare qualcosa contro quel barbaro e violento rito collettivo che porta le persone a non sopportarsi più, ad odiarsi reciprocamente fino al punto di dichiararsi guerra.

Ed è proprio in nome di quel barbaro e violento rito collettivo che l’umanità pone le basi per la propria autodistruzione; a volte si inizia da ragazzini a scuola a fare i “bulli” e a prendersela con gli altri, poi magari si continua in età più adulte ad attuare identici meccanismi di sopraffazione.

E il macabro rito può continuare al bar, in quartiere, allo stadio, ovunque: l’essenziale è che ci sia un soggetto forte che sovrasti uno più debole; una logica che portata alle estreme conseguenze porta alla guerra, quella vera, o presunta tale; quella che fa male davvero!!

Così per arginare questa deriva abbiamo colto al volo la ricorrenza del centenario della Prima Guerra Mondiale per produrre uno spettacolo che non vuole rievocare la guerra, ma la vuole revocare.

Con questo spirito è nata l’idea di Né Grande Né Guerra, un No War Show e per realizzarla abbiamo chiesto aiuto prima a Riccardo Bernini, una delle due anime pensanti dello Spazio Ligera, uno dei luoghi più liberi di Milano, che ci è venuto in soccorso con la sua batteria, a scandire per bene il ritmo del nostro show.

Infine ci è venuto incontro con il suo prezioso aiuto il buon Paolo Libutti, già al fianco di Pier al basso con i Guignol, che presta all’opera la sua perizia tecnica da autentico tuttofare.

Beh chi desidera approfondire la trama intessuta nello spettacolo, può leggere il comunicato stampa che pubblico qui sotto; ma soprattutto può venire a vedere con i suoi occhi e ascoltare con le sue orecchie di che si tratta.

Comunicato Stampa di Né Grande Né Guerra

Comunicato Stampa di Né Grande Né Guerra

Il No War Show è già stato apprezzato in diversi locali cominciando da Milano (Cascina Martesana, Spazio Ligera, Arci Bellezza) per spostarci alla vicina Carnate (Biblioteca Comunale) fino a raggiungere il piemonte (Asti, Diavolo Rosso, Margarita, L’Isola Condorito, Acqui Terme, La Casa del Rock) e la Valle d’Aosta (Espace Populaire).

Prossimamante saremo allo Spazio Der Ruf di Vicenza, all’Arci AuRora di Ora (Bolzano), poi toccheremo il Melville di Piacenza per approdare a Milano prima all’Artepassante  di Repubblica e poi alla Scighera, recentemente colpita da un incendio, alla quale va tutta la nostra solidarietà e disponibilità di essere umani ancor prima che artisti.

Ecco ora sapete un sacco di cose, se siete curiosi veniteci a vedere, se avete uno spazio potreste ospitare il nostro No War Show; intanto beccatevi questo riassunto in video, girato da un caro amico la sera della performance in Ligera. Haug!!!

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Rock & Roll story: Gigione e il mio incontro con lui

Quando un amico caro, uno che ti ha aiutato in un momento fondamentale della vita se ne parte per l’ultimo viaggio in principio non puoi fare altro che rimpiangerlo; poi cominci a capire il significato di questo o perlomeno ci provi.

Luigi Galmozzi detto Gigione

Il Conte Zero

Da pochi giorni il mio amico Luigi Galmozzi, detto Gigione, ha deciso che i suoi servizi di tecnico e le eccelse qualità del suo orecchio musicale non potevano più essere relegate in qualche angolo di questa terra, ma che dovevano essere conosciute, assaporate e sperimentate anche dalle tante anime musicali che ormai sono andati oltre, quelli che il buon Faber chiamava “cari fratelli dell’altra sponda”.

Io ho avuto la fortuna di conoscerlo parecchi anni fa quando lui militava nei Conte Zero ed io suonavo nelle Officine Schwartzoggi sembra preistoria ma allora ci credevamo davvero e ci adoperavamo per cambiare le cose.

Non sto a farla troppo lunga ma per chi volesse approfondire le nostre avventure dell’epoca intanto potrebbe dare un’occhiata alla compilation, realizzata nel 1992 in occasione dei 500 anni della “scoperta” dell’America, dal titolo Senza Riserve.

Poi come spesso accade nella vita ci si allontana, ognuno segue i propri sogni e le proprie aspirazioni. Così Gigione è diventato un grande professionista del suono, l’anima sonora di Cox 18 nonché il prezioso segreto sonoro dei Tre allegri ragazzi morti, la loro arma in più nei live.

Io ho continuato a far parte della Banda degli Ottoni a Scoppio e dopo l’indimenticabile esperienza alla SQOTT di viale Bligny, sono arrivato al Musocco entrando in uno spazio liberato e libertario come la Cascina Torchiera.

Nonostante i percorsi, simili ma differenti,  la musica è tornata a farci lavorare insieme: il progetto Giubbonsky nacque intorno al 2008 come one man band e un passaggio fondamentale fu la selezione della mia canzone per Luca Rossi al contest Milano Noir e Giald.

E lì di nuovo incontrai Gigione, fu l’occasione per parlare e prendere accordi per registrare da lui in principio solo quella canzone, ma poi l’intero album, il primo per me e uno dei tanto per lui.

Da quel momento per un po’ di mesi ci vedemmo con regolarità; una bella compagnia nel suo Morbid Sound Studio insieme ad Andrea Maglia per il quale Gigione è stato un mentore: infatti oltre ad assisterlo nei primi passi professionali lo ha accompagnato sul palco: oggi il Maglia è il quarto dei Tre allegri ragazzi morti.

Indimenticabili le tarde mattinate, i pranzi in trattoria o a volte nella sua casa adiacente lo studio insieme alla sua amatissima compagna Tiziana, i pomeriggi, le chiacchierate, gli scambi di opinione; bella gente, bella atmosfera, cuori e menti attente.

In pratica il suo apporto, le sue dritte, l’attenzione, i suoi interventi, la sua amicizia e la sua passione furono fondamentali per il mio Storie di non lavorol’album che “storicizzò” l’inizio del mio progetto Giubbonsky.

Per questo non potrò mai dimenticarlo, e non potrò mai smettere di ringraziare la sua enorme disponibilità, quel sottile senso di umanità che ha sempre dimostrato con tutti quanti.

Grande Gigione ora avrai un’eternità di tempo per farti apprezzare da tutte quelle anime musicali, nazionali e internazionali che saranno di certo colpite dal tuo stile, dalla tua perizia, dalla tua umanità.

Un forte abbraccio fratello mio a te, e concedimi, anche alla tua straordinaria Tiziana; cercherò insieme a chi vorrà di onorare sempre il motto che ci hai lasciato: “nel dubbio spacca tutto“.

 

 

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Pistoia Blues 2015: Giubbonsky in semifinale di Obiettivo BluesIn

Sai com’è zio… ormai è da qualche annetto che si calcano i palchi d’ogni dove. Giusto!
E abbiamo perso il conto dei contest ai quali ci siamo iscritti, davvero parecchi… e gli anni passano e dici: beh, basta ormai sono 30 anni di palchi non mi iscrivo più ai contest.

Anche perchè è successo che a qualcuna di queste competizioni ci abbiano chiamato come ospiti; già! Ma cimentarsi in qualche cosa che per le tue stesse inclinazioni consideri “fuori portata” ti produce una scarica di adrenalina inusitata.

Pistoia Blues 2015: Giubbonsky in semifinale

Così di tappa in tappa quest’anno ci si ritrova alle semifinali di Obiettivo BluesIn, che poi è il contest ideato dagli organizzatori per accedere al ricco e ambito cartellone del Pistoia Blues 2015.

E così sabato sera saremo sul palco dell’Happy Days di Bereguardo, incantevole borgo sul Ticino, nel Pavese, a giocarci nei soliti 20 minuti la nostra possibilità di partecipare al Pistoia Blues 2015, che tra le altre cosette quest’anno ospiterà Carlos Santana e Sting, tanto per citarne un paio.

Insomma, come suol dirsi, gli anni passano, le mamme imbiancano, i figli crescono, ma la nostra voglia di suonare non vuole diminuire mai, anzi…

Ecco, naturalmente De Cubertin ci h sempre fatto ‘na pippa: partecipare è bello, arrivare davanti è meglio. E come ogni volta si avrà rispetto per tutti i concorrenti, ma paura di nessuno.

Però se sabato sera, 23 Maggio, nei vostri pensieri aveste spazio per un po’ di buona energia per Giubbonsky e la sua band non sarebbe mica male.

Stay tuned

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Vera la Prima e torna la primavera

Giubbonsky - Storie di non lavoro

MILANO – Terzo album per il cantautore e sassofonista milanese, ma originario di Casale Monferrato, Giubbonsky intitolato “Vera la prima”, in anteprima esclusiva su itunes dal 21 marzo, primo giorno di Primavera. Dal 10 di Aprile l’album sarà disponibile in tutti gli altri store digitali.

Vera la prima” è il seguito del precedente lavoro “Testa di nicchia” (intramezzato dall’episodio “etno/house” del singolo “Marpionne”) sempre su etichetta Vrec: un disco registrato come negli anni settanta, in presa diretta con pochissime sovraincisioni, sempre accompagnato dalla Giubbonsky band con al basso Mega (Malakia e Ottoni a Scoppio) e alla batteria Fabio Bado(Contrabbanda).

Giubbonsky è un atipico esploratore musicale in costante evoluzione che con la sua musica attraversa diversi generi: dal rock al punk fino al teatro canzone. Il tutto  condito con una ironia tipica di Enzo Jannacci e Giorgio Gaber, artisti fonte continua di ispirazione nella sua carriera.

Nel nuovo album proseguono le tematiche di attualità che il cantautore ha sempre affrontato: dal suo amore per Milano (“Piccola grande mela”), alla sensibilizzazione delle morti sulla strada in bicicletta nel brano “Caramella” (in ricordo di due  vittime delle due ruote: Graziano Predielis e Fabio Chiesa), fino ad un nuovo atto d’accusa verso il caso Eternit nel brano “Svizzero” dove il cantautore afferma con forza: «Nonostante la Corte di Cassazione abbia prescritto il reato di disastro ambientale allo svizzero, Stephan Schmidheiny, unico superstite dei proprietari dell’Eternit, la gente di Casale Monferrato continua a morire di mesotelioma, causato dalla polvere d’amianto… rabbia, sgomento, follia i sentimenti trasmessi da questa canzone. I morti non vanno in prescrizione!» Continui i riferimenti all’attualità anche in “Fall down Barletta” o “Città blindata” mentre nel disco sono presenti anche la prima canzone d’amore del cantautore ed un rifacimento del brano “Il cuore è uno zingaro” vincitore del Festival di Sanremo nel 1971 cantato da Nicola di Bari con Nada, un omaggio che Giubbonsky ha voluto inserire.

Cenni biografici / Giubbonsky (Guido Rolando) nasce a Casale Monferrato (AL) e dopo la laurea al Dams di Bologna si trasferisce aMilano. Suona  chitarra, sax alto e baritono, basso e ritmi militando in molte formazioni tra cui Officine Schwartz e Banda degli Ottoni a Scoppio. Dopo l’esordio nel 2010 con “Storie di non lavoro” a distanza di tre anni esce “Testa di nicchia” (Vrec, 2013), prodotto da Alberto Rapetti. Nel 2015 è pronto “Vera la prima”, terzo disco del cantautore che, su disco e dal vivo, è accompagnato dalla Giubbonsky band con al basso Mega (Malakia e Ottoni a Scoppio) e alla batteria Fabio Bado (Contrabbanda e Fish Eye Band).

VERA LA PRIMA.

Tracklist.

1) Il cuore è uno zingaro, 2) Piccola grande mela, 3) Meraviglioso paesaggio, 4) Acqua di fonte, 5) Caramella, 6) Svizzero, 7) Fall Down in Barletta, 8) Città Blindata.

http://www.davverocomunicazione.com/dischi/giubbonsky-il-terzo-album-e-vera-la-prima-vrec/

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Gennaio 2015, Anno nuovo Giubbonsky in tour

Viene Gennaio silenzioso e lieve, un fiume addormentato
fra le cui rive giace come neve il mio corpo malato, il mio corpo malato…
Sono distese lungo la pianura bianche file di campi,
son come amanti dopo l’avventura neri alberi stanchi, neri alberi stanchi… ” (F. Guccini)

tournè

Anche se il maestro non lo considera proprio il mese migliore dell’anno, questo Gennaio 2015 parte all’insegna di corposi e promettenti impegni per quest’anno dispari, davvero importante.

Venerdì 9 gennaio avrò il piacere di esibirmi allo Swamp Club di Massa Carrara, con Mega e Fabio in apertura della ska band Le Idi di Maggio: si prospetta una grande serata di musica.

Sabato resterò in zona e sarò in versione Live acustico al Circolo dei Baccanali di Carrara. Un luogo caldo e accogliente dove porterò – un pochino in ritardo sui tempi, ma sono sempre stato un po’ bastian contrario, il divertente sConcerto di Natale.

Poi si riprende il 24 insieme alla band al Bio Bar di Tregnago, nel veronese dove continuiamo il Testa di nicchia Tour.

Il giorno dopo parto alla volta di Pistoia per presentare uno spettacolo misto e pensato appositamente per il Circolo Ho Chi Minh dove il 25 sarò in un live solitario.

Da lì mi sposterò lunedì 26 al Birra la Diana Pub di Siena, dove avrò il piacere e l’onore di aprire la serata ad un artista davvero unico e originale: Francesco Tricarico.

Infine Venerdì 30 presenterò Gioventù amore a rabbia al Piano Terra di Milano.

E il mese si conclude sabato 31 data in cui mi unirò presso l’Auditorium di Bergamo alle inimitabili Officine Schwartz, per la serata evento per i 30 anni di storia.

Insomma: Gennaio ricco, mi ci ficco…

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